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Fatturazione elettronica B2C in Italia: E-INVOICE IT si estende ai consumatori finali

Molti clienti lo chiedevano: ora E-INVOICE IT supporta anche le fatture verso i consumatori finali, senza costruire una nuova integrazione.

Una cliente paga alla cassa di un negozio di abbigliamento mentre la commessa usa il sistema di cassa

E-INVOICE IT ora supporta anche il B2C: la richiesta più frequente dei nostri clienti in Italia

In Italia la fatturazione elettronica non riguarda solo i rapporti tra aziende. Dal 2019 l'obbligo si estende anche alle transazioni con i consumatori finali, e ogni fattura, B2B o B2C, deve comunque passare dal Sistema di Interscambio (SdI) nel formato XML FatturaPA. Chi vende anche a privati, non solo ad altre aziende, si è sempre trovato a dover gestire due esigenze in parallelo.

Finora E-INVOICE IT copriva solo il primo pezzo di questo flusso: l'emissione di fatture verso destinatari di tipo B2B. Da oggi, la stessa integrazione si estende anche alla fatturazione verso i consumatori finali.

Perché il B2C è rimasto indietro

Nel flusso B2B, il destinatario ha quasi sempre una casella SDI propria o, in alternativa, un indirizzo PEC che permette allo SdI di recapitare la fattura in modo diretto. Nel B2C questo raramente accade: il consumatore finale, nella maggior parte dei casi, non ha né una casella SDI né un obbligo di riceverne una. La fattura deve comunque essere trasmessa allo SdI, ma la consegna al destinatario segue regole diverse, spesso tramite una copia di cortesia consegnata direttamente al cliente.

Questa differenza è il motivo per cui molte integrazioni di fatturazione elettronica, inclusa la versione precedente di E-INVOICE IT, si sono concentrate solo sul B2B: gestire correttamente il B2C richiede un flusso a parte.

Cosa cambia con questo aggiornamento

Con l'estensione al B2C, chi ha già un'integrazione E-INVOICE IT attiva può:

  • Emettere fatture elettroniche anche verso consumatori privati, oltre alle fatture B2B già supportate
  • Continuare a usare la stessa Unified API, lo stesso Taxpayer e la stessa architettura già in produzione, senza costruire un'integrazione separata per il B2C
  • Gestire entrambi i flussi, B2B e B2C, da un unico punto di integrazione

Non cambia nulla in ciò che già funziona: le fatture B2B, i System FISCAL_DEVICE, il flusso di messa in servizio del Taxpayer e le credenziali già configurate restano esattamente come sono.

Perché lo abbiamo sviluppato

Questa non è stata una scelta a tavolino. È la funzionalità più richiesta dai clienti che avevano già integrato E-INVOICE IT per il B2B e si sono trovati a gestire il B2C con uno strumento diverso, spesso meno integrato con il resto del proprio stack fiscale. L'obiettivo dell'estensione è semplice: un'unica integrazione per l'intero ciclo di fatturazione elettronica in Italia, indipendentemente dal tipo di cliente finale.

Come iniziare

Chi ha già E-INVOICE IT attivo per il B2B può richiedere l'attivazione della copertura B2C tramite il proprio account manager o il team di supporto fiskaly, senza dover ripartire da zero con una nuova integrazione. Chi non ha ancora integrato E-INVOICE IT può iniziare direttamente coprendo entrambi i flussi.

Prossimi passi

Vuoi sapere se la tua integrazione è pronta per il B2C? Contatta il team fiskaly o consulta la documentazione tecnica per i dettagli sull'attivazione.

Ultimo aggiornamento: agosto 2026. Questo articolo fornisce indicazioni generali e non costituisce una consulenza legale. Verifica ambito e requisiti con le regole vigenti dell'Agenzia delle Entrate su agenziaentrate.gov.it.

No: si usa la stessa Unified API, lo stesso Taxpayer e la stessa architettura già impiegata per il B2B; basta un intervento minimo di configurazione.

La fattura viene comunque trasmessa allo SdI; la consegna al cliente segue le regole previste per i privati, in genere tramite una copia di cortesia.

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