La consultazione di HMRC (l'autorità fiscale e doganale del Regno Unito) sugli standard software obbligatori per i sistemi Electronic Point of Sale (EPOS) e Mobile Point of Sale (MPOS) resta aperta ai contributi fino al 18 agosto 2026. L'obiettivo è la soppressione elettronica delle vendite (Electronic Sales Suppression, ESS), nota anche come frode alla cassa: la manipolazione dei registri digitali delle vendite per nascondere o ridurre il fatturato dichiarato. HMRC cita direttamente Austria, Germania e Norvegia come i modelli internazionali alla base delle proposte, e la consultazione chiede espressamente il parere dei fornitori di EPOS/MPOS.
In sintesi
- La consultazione di HMRC sugli standard software obbligatori per i sistemi EPOS/MPOS, volta a prevenire la soppressione elettronica delle vendite (ESS), resta aperta ai contributi fino al 18 agosto 2026.
- Il pacchetto proposto si basa su un registro delle transazioni SAF-T inalterabile, sul concatenamento crittografico dei documenti, su un sistema di registrazione o certificazione degli EPOS/MPOS e su sanzioni per i produttori i cui sistemi vengano utilizzati per la ESS.
- HMRC cita esplicitamente Austria, Germania e Norvegia come gli approcci internazionali consultati prima di redigere queste proposte.
- Secondo i dati dello stesso HMRC, il divario fiscale delle piccole imprese ha raggiunto £28 miliardi nel 2023-2024, di cui £5,2 miliardi riconducibili a evasione deliberata.
- Si tratta di una consultazione, non di una legge. Non è stato fissato alcun calendario di attuazione.
- fiskaly gestisce già un'infrastruttura cloud certificata, costruita sugli stessi tre modelli nazionali che HMRC utilizza come riferimento.
Cosa è appena successo
La consultazione di HMRC sulla soppressione elettronica delle vendite è una consultazione pubblica di otto settimane che raccoglie pareri sugli standard software obbligatori per i sistemi EPOS e MPOS.
Si fonda direttamente su lavori precedenti: una Call for Evidence del 2018, che ha raccolto 11 risposte da produttori di sistemi di cassa, fornitori e associazioni di categoria ed è confluita nella strategia di conformità «Prevent, Promote, Respond» di HMRC, e il Finance Act 2022 (Schedule 14), che ha reso per la prima volta un reato specifico il possesso, la produzione, la fornitura o la promozione di strumenti di ESS, insieme ai poteri ampliati di raccolta di informazioni previsti dal Finance Act 2008, Schedule 36. L'Autumn Budget 2025 ha poi annunciato ulteriori misure contro le frodi nel commercio al dettaglio.
16 dei 37 Paesi OCSE impongono già l'uso degli EPOS ai fini della conformità fiscale, e cinque di essi richiedono anche la trasmissione automatica dei dati di vendita direttamente all'autorità fiscale. Questo contesto è rilevante considerando la rapidità con cui è cambiato il mix dei pagamenti nel Regno Unito: la Payments Survey 2024 del British Retail Consortium ha rilevato che l'uso del contante è sceso dal 53% dei pagamenti al dettaglio nel 2013 a un minimo del 15% nel 2021, per poi risalire leggermente al 20% nel 2023, mentre l'uso delle carte di debito è salito dal 32% al 62% nello stesso periodo.
Un rapporto di HMRC del 2016 su una forma specifica di ESS ha quantificato la perdita fiscale associata in £100 milioni, mentre una stima più ampia del 2019 ha collocato le perdite di IVA dovute alla soppressione oltre £450 milioni all'anno. Il National Audit Office ha riferito nel 2024 che il gettito da conformità nei casi di ESS è passato da £17 milioni nel 2022-2023 a £98 milioni nel 2023-2024, con l'aumento dei fascicoli di HMRC da 253 a 1.275 casi.
Nell'anno fiscale 2023-2024 il divario fiscale delle piccole imprese è cresciuto fino a £28 miliardi, il 60% del divario fiscale complessivo del Regno Unito, pari a £46,8 miliardi, con la sola componente di evasione deliberata che ha raggiunto £5,2 miliardi. A fronte di ciò, le entrate totali di HMRC ammontano a £858,9 miliardi nel 2024-2025, la base di finanziamento dei servizi pubblici che, secondo la consultazione, queste misure intendono tutelare. HMRC si rivolge in modo specifico a sviluppatori, fornitori e rivenditori di EPOS/MPOS, oltre che alle imprese del commercio al dettaglio e della ristorazione e ai professionisti fiscali.
Un caso di HMRC mostra come si presenta tutto ciò nella pratica: gli investigatori hanno individuato un software che consentiva a un'app mobile collegata di eliminare da remoto le vendite da un database EPOS senza lasciare traccia nell'audit trail. Nei confronti di 14 imprese che risultavano utilizzare quel software è stata richiesta l'imposta sulle vendite soppresse, due delle quali tramite procedimento penale, recuperando £1,3 milioni di imposte.
Cosa si propone concretamente
La consultazione delinea sei misure destinate a operare in modo congiunto, non come opzioni a sé stanti.
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Un registro delle transazioni inalterabile nel formato SAF-T (Standard Audit File for Tax) dell'OCSE, con ogni transazione e rettifica concatenata crittograficamente.
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Un sistema di registrazione o certificazione per i sistemi EPOS/MPOS venduti, trasferiti o utilizzati nel Regno Unito, con tre varianti allo studio: autocertificazione del produttore, registrazione del fornitore al momento della vendita o registrazione dell'utente all'atto dell'acquisto.
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Informazioni obbligatorie sui documenti di vendita e nei report di sistema, molto probabilmente sotto forma di un codice QR scansionabile che sia gli ispettori sia i consumatori possano utilizzare per verificare la catena crittografica; la consultazione chiede inoltre, separatamente, se l'emissione obbligatoria del documento debba applicarsi a ogni transazione o solo al di sopra di un importo minimo, indicando £35 come esempio.
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Controlli di conformità più rapidi e meno onerosi: un ispettore scansiona il codice QR, verifica la catena e i valori di sintesi e può chiudere un controllo in circa 30 minuti, anziché nei mesi richiesti da un'indagine tradizionale.
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Un obbligo generale per i fornitori di proteggere l'integrità dei propri sistemi dalle manomissioni finalizzate alla ESS.
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Sanzioni per i produttori e i fornitori che non adempiono a tale obbligo, con la possibilità di evitare le sanzioni se una vulnerabilità viene comunicata a HMRC e corretta.
La preferenza dichiarata di HMRC va a standard che i sistemi esistenti possano soddisfare tramite un aggiornamento software anziché con la sostituzione dell'hardware, introdotti per fasi anziché tutti insieme. Non è stato deciso alcun calendario di attuazione; dipenderà da ciò che emergerà da questa consultazione.
Da dove arriva il modello: Austria, Germania e Norvegia
Le proposte di HMRC sono modellate direttamente sui sistemi già operativi in Austria, Germania e Norvegia, i tre Paesi che la consultazione cita per nome nel suo Annex B.
- L'Austria richiede vendite in contanti registrate singolarmente (non in blocco), l'emissione obbligatoria del documento e transazioni e report di cassa concatenati crittograficamente che un ispettore verifica scansionando un codice QR.
- La Germania richiede dispositivi tecnici di certificazione certificati, contenuti delle transazioni definiti per legge, una firma digitale obbligatoria su ogni transazione (comprese quelle annullate o «senza vendita», che devono comunque generare un documento) e un regime sanzionatorio per i produttori che non proteggono i propri sistemi, l'analogo esistente più vicino alla misura sulle sanzioni ai produttori proposta da HMRC.
- La Norvegia richiede il SAF-T come standard, registra e verifica i sistemi EPOS presso l'autorità fiscale (Skatteetaten) al momento dell'installazione, obbliga i fornitori a ottenere una dichiarazione di prodotto prima che un sistema possa essere legalmente venduto e pubblica un database pubblico dei sistemi certificati.
La consultazione menziona anche il sistema volontario Q-mark dei Paesi Bassi e l'approccio più punitivo, di applicazione a valle, adottato in Australia e Nuova Zelanda, ma la sua stessa conclusione predilige il modello di Austria, Germania e Norvegia: standard obbligatori, a monte e basati sul software, anziché sanzioni applicate a posteriori. L'elenco degli stakeholder di HMRC (Annex A) include inoltre l'Independent Authority for Public Revenue della Grecia tra le autorità fiscali consultate, sebbene l'approccio greco non sia illustrato come modello di riferimento nel modo in cui lo sono quelli di Austria, Germania e Norvegia.




