Gli scontrini digitali in Europa: normative, tempistiche e impatto sulla compliance

Victoria Waba, Content Marketing Manager
Victoria WabaContent Marketing Manager
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Probabilmente ti è capitato di prendere uno scontrino stropicciato al supermercato, infilarlo nella borsa e dimenticartene prima ancora di arrivare al parcheggio. Ma quello che sembra un piccolo pezzo di carta è ora al centro di una silenziosa rivoluzione che sta attraversando l’Europa. Da Parigi a Vienna, da Stoccolma a Roma, i governi stanno smantellando sistematicamente lo scontrino cartaceo così come lo conosciamo, e il cambiamento sta avvenendo più rapidamente di quanto la maggior parte delle aziende si renda conto.

La spinta verso gli scontrini digitali è intrecciata con la compliance fiscale, i dati dei consumatori, le sostanze inquinanti  e una delle controversie legali più dibattute attualmente all’esame della  Corte di Giustizia dell’Unione Europea. Entro la fine del 2026, lo scontrino che oggi getti distrattamente potrebbe diventare parte di una filiera digitale altamente regolamentata, oppure scomparire del tutto in una forma esclusivamente digitale.

Vediamo nel dettaglio cosa sta accadendo nei vari Paesi europei e cosa significa per la tua azienda.

🇫🇷 Francia: scontrini digitali come default

Stato: vietata la stampa automatica degli scontrini cartacei

Data di entrata in vigore: 1 gennaio 2023

Base giuridica: Legge Anti-Spreco e per l’Economia Circolare (AGEC)

La Francia non ha aspettato autorizzazioni: ha semplicemente vietato la stampa automatica degli scontrini cartacei. Dal 1 gennaio 2023, in base alla legge Anti-Spreco e per l’Economia Circolare (AGEC), i rivenditori hanno smesso di stampare automaticamente gli scontrini di vendita. I clienti possono richiedere una copia cartacea, ma il principio si è ribaltato: il digitale viene prima, la carta solo come eccezione.

Perché la Francia ha preso questa decisione? Perché gli scontrini su carta termica, che rappresentano oltre la metà di tutti gli scontrini in Europa, contengono sostanze chimiche tossiche come BPA o BPS che li rendono non riciclabili e pericolosi. Uno degli argomenti chiave è che tenere in mano uno scontrino termico per più di 10 secondi può esporre a queste sostanze nocive, che sono state collegate a tumori e a interferenze ormonali. Solo i rivenditori producono ogni anno circa 10.600 rotoli di carta termica, ciascuno dei quali genera circa 2,5 grammi di emissioni di carbonio lungo il suo ciclo di vita.

Oggi i clienti francesi ricevono gli scontrini tramite SMS, email, QR code o app bancarie. In questi casi, la conformità al GDPR sta spesso diventando un punto critico, che richiede ulteriori ricerche, adeguamenti operativi e, in generale, non pochi grattacapi. I rivenditori che raccolgono indirizzi email o numeri di telefono per inviare scontrini digitali devono rispettare rigide norme sulla protezione dei dati. Possono utilizzare questi dati solo per la trasmissione dello scontrino, non possono usarli per marketing non richiesto e devono cancellarli dopo l’invio.

Conclusione chiave

La Francia ha dimostrato che si può fare. La vera prova è capire se le aziende si sono adattate o hanno semplicemente ignorato le regole.

🇩🇪 Germania: incertezza giuridica in attesa di una sentenza della CGUE

Stato: scontrini digitali consentiti a condizioni rigorose

Normative chiave: Obbligo di emissione delle ricevute (2020), KassenSichV, requisiti TSS

Anche in Germania la situazione sta diventando più chiara  per lo scontrino digitale. In base all'obbligo di emissione degli scontrini del 2020 e all’Ordinanza sulla sicurezza dei registratori di cassa (KassenSichV), i rivenditori possono emettere scontrini digitali, ma con requisiti stringenti in termini di sicurezza e protezione contro le manomissioni. Ogni transazione deve essere registrata con un Elemento di Sicurezza Tecnico certificato (TSS), firmata digitalmente e resa verificabile, il che tradizionalmente è stato interpretato come la necessità di uno scontrino stampato.

La nuova pratica di mostrare un QR code per il download di uno scontrino digitale ha naturalmente acceso il dibattito tra gli esperti legali. Nell’agosto 2025, un supermercato tedesco ha offerto ai clienti una scelta: scontrino cartaceo oppure QR code che rimanda a uno scontrino digitale. L’Ufficio Statale della Metrologia della Bassa Sassonia si è opposto, citando la Direttiva sugli Strumenti di Misura, che sembrerebbe richiedere scontrini stampati e permanenti. Il caso è arrivato alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ora deve stabilire se i QR code soddisfano gli standard legali dell’UE. Questo caso è di enorme importanza, poiché la decisione della CGUE definirà l’orientamento per tutta l’Europa.

Nel frattempo, l'adozione sta accelerando, ma c'è ancora molta strada da fare.

Il recente sondaggio “La Germania alla cassa” condotto da fiskaly e dall'istituto di ricerche di mercato Appinio (novembre 2025) ha rilevato che l'accettazione delle ricevute digitali da parte dei consumatori è eterogenea ma generalmente positiva: il 43,1% degli intervistati considera le ricevute digitali un'alternativa sensata alle ricevute cartacee e le utilizzerebbe personalmente, mentre un altro 22,5% le considera una buona alternativa ma non le utilizzerebbe personalmente.

Dal 1 gennaio 2025, le aziende sono inoltre obbligate a comunicare alle autorità fiscali i propri sistemi PoS elettronici, inclusi i dettagli della certificazione TSS, con sanzioni severe in caso di non conformità. Entro il 31 luglio 2025, tutti i sistemi esistenti dovranno essere registrati, pena multe.

Conclusione chiave

La Germania dispone del quadro giuridico e dell’opportunità di offrire già oggi gli scontrini digitali, arrivando eventualmente anche a una combinazione con il passaggio alle fatture elettroniche. La sentenza sui QR code potrebbe confermare che gli scontrini digitali tramite QR code sono legalmente equivalenti, sbloccando l’opzione di passare al 100% paperless e offrire esclusivamente scontrini digitali.

🇮🇹 Italia: transizione obbligatoria graduale

Stato: approvata una risoluzione che avvia il percorso verso l’abolizione graduale degli scontrini in carta termica. 

Base giuridica: Risoluzione parlamentare n. 7-00286 (giugno 2025)

L’Italia si sta muovendo in modo ponderato ma deciso. Nel giugno 2025, la commissione Finanze della Camera  ha approvato la Risoluzione n. 7-00286, che introduce l’abolizione  graduale della stampa degli scontrini in carta termica. La tempistica è scaglionata:

  • 1 gennaio 2027: le imprese della grande distribuzione  devono passare agli scontrini digitali
  • 1 gennaio 2028: devono adeguarsi le imprese sopra una determinata soglia di fatturato
  • 1 gennaio 2029: l’obbligo si estende a tutti gli esercenti

Come in Francia, gli scontrini cartacei restano disponibili su richiesta, ma il digitale diventa la modalità predefinita. Gli scontrini saranno trasmessi tramite SMS, email o app mobili, inviati direttamente ai clienti al punto vendita. I rivenditori dovranno aggiornare i loro sistemi PoS in modo che i dati delle transazioni siano comunicati (come già richiesto) e, in aggiunta, forniti ai clienti sotto forma di scontrino.

Conclusione chiave

La risoluzione n. 7-00286 si inserisce nel più ampio processo di progressiva digitalizzazione del sistema fiscale italiano, già avviato da precedenti interventi legislativi. In particolare:

Il D.Lgs. 127/2015 ha introdotto l’obbligo per gli esercenti di trasmettere telematicamente all’Agenzia delle Entrate i corrispettivi giornalieri, segnando una prima, significativa evoluzione verso la gestione elettronica delle vendite.

La Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) ha stabilito, a partire dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di collegamento tra i POS e i registratori telematici, per consentire la registrazione automatica e la trasmissione aggregata dei dati relativi ai pagamenti elettronici.

🇧🇪 Belgio: approccio incentrato sull’infrastruttura

Stato: scontrini cartacei opzionali; nessun divieto diretto

Focus strategico: IVA nell’era digitale (ViDA)

Nel 2023 il Belgio ha reso opzionali gli scontrini cartacei per le transazioni al dettaglio. Nessun divieto, ma un chiaro cambio di rotta a favore delle alternative digitali. Il governo non ha introdotto  un intervento legislativo eclatante. Ha invece indicato la direzione, lasciando che fossero le forze di mercato a fare il resto.

Ancora più significativo è il fatto che il Belgio si sia posizionato come banco di prova per l’iniziativa europea più ampia ViDA (VAT in the Digital Age). Dal 1 gennaio 2026, tutte le fatture B2B devono essere emesse elettronicamente e questa infrastruttura viene costruita tenendo conto anche degli scontrini digitali. Entro il 1 gennaio 2028, il Belgio implementerà l’e-Reporting quasi in tempo reale, il che significa che le autorità fiscali riceveranno i dati delle fatture nel momento stesso in cui vengono trasmesse tra le imprese. Con l’adozione di ViDA nel marzo 2025, il Belgio ha eliminato ogni ambiguità nella propria legislazione, rendendo il mandato definitovo e irrevocabile.

Conclusione chiave

Il Belgio non si concentra sul vietare gli scontrini, ma sulla costruzione dell’infrastruttura digitale che renderà obsoleti quelli cartacei.

🇦🇹 Austria: digitalizzazione volontaria

Stato: scontrini digitali opzionali esplicitamente consentiti

Base giuridica: Cash Register Package 2026 (10 dicembre 2025)

Data di entrata in vigore: 1 ottobre 2026

L’Austria ha appena pubblicato il suo “Cash Register Package 2026” (10 dicembre 2025), che adotta un approccio volutamente permissivo per gli scontrini digitali. Dal 1 ottobre 2026, le aziende austriache potranno emettere scontrini digitali opzionali tramite QR code o link web senza limiti di valore della transazione.

L’Austria sta rimuovendo gli ostacoli all’adozione digitale mantenendo la scelta su base volontaria. Gli scontrini cartacei restano disponibili su richiesta del cliente, ma i rivenditori hanno ora un’autorizzazione esplicita a passare al digitale.

È importante sottolineare che il quadro normativo RKSV (Regolamento sulla sicurezza dei registratori di cassa), introdotto nel 2017, rimane invariato: le transazioni devono continuare a essere registrate in modo sicuro, firmate digitalmente e verificabili tramite scontrini con QR code. Questo garantisce una trasparenza continua contro l’evasione IVA e fiscale.

Conclusione chiave

L’Austria consente l’adozione digitale senza imporla, posizionandosi come un Paese business-friendly e orientandosi gradualmente verso la digitalizzazione.

🇸🇪 Svezia: ambiente completamente digital-first

Stato: scontrini cartacei non più richiesti

Data di entrata in vigore: 1 luglio 2024 (riforma contabile)

La Svezia ha adottato un approccio completamente diverso. Invece di regolamentare gli scontrini al punto vendita, ha riformato i requisiti contabili. Dal 1 luglio 2024, le aziende svedesi non sono più obbligate a conservare scontrini cartacei una volta che questi sono stati digitalizzati.

L’implicazione è profonda: le aziende possono ora scansionare uno scontrino e gettare via la carta, a condizione che la copia digitale sia sicura e non alterabile. Le informazioni devono comunque essere conservate per sette anni, ma possono esistere esclusivamente in formato digitale.

In modo ancora più radicale, l’Agenzia delle Entrate svedese ha aggiornato la propria posizione alla fine del 2024, dichiarando che i rivenditori possono ora offrire esclusivamente scontrini digitali e non sono tenuti a fornire quelli cartacei come alternativa. Un cliente che rifiuta di accettare uno scontrino digitale non esonera il rivenditore dall’obbligo di emissione dello scontrino; se un cliente non può o non vuole ricevere uno scontrino digitale, è una sua decisione: il rivenditore ha comunque adempiuto al proprio obbligo.

Conclusione chiave

La Svezia ha sganciato definitivamente  lo scontrino dalla carta, dando vita ad un ecosistema  realmente digital-first.

🇪🇸 Spagna: fondamenta tecniche senza un obbligo

Stato: scontrini cartacei ancora consentiti

Sistemi chiave: Verifactu, piattaforme di digitalizzazione approvate dall’AEAT

La Spagna sta costruendo un’infrastruttura articolata per le transazioni elettroniche piuttosto che imporre direttamente la digitalizzazione degli scontrini. Per ora, la Spagna non ha vietato gli scontrini cartacei. Consente invece alle aziende di digitalizzare legalmente e scartare gli scontrini cartacei una volta scansionati tramite piattaforme approvate, conformi alle normative dell’AEAT (l’autorità fiscale spagnola). Il processo richiede l’acquisizione degli scontrini o delle fatture complete tramite la fotocamera del dispositivo mobile (non caricati in memoria), garantendo certificazione e conformità ai requisiti di audit.

Il sistema Verifactu, con i suoi requisiti di verifica tramite QR code e gli obblighi di firma digitale, sta preparando il terreno per scontrini digitali obbligatori, ma al momento non è stata fissata alcuna data ufficiale.

Conclusione chiave

Attualmente la Spagna facilita l’uso di scontrini e fatture senza carta costruendo l’impalcatura tecnica e legale per un futuro basato sugli scontrini digitali, senza annunciare una scadenza rigida.

Cosa significa la digitalizzazione dei documenti per la tua azienda

Ecco cosa lega tutto questo: l’Europa sta costruendo un’infrastruttura di compliance fiscale in tempo reale. Centralizzando i dati di scontrini e fatture, provenienti da transazioni B2C, B2B e B2G, l’Europa si sta muovendo verso controlli continui delle transazioni, anziché affidarsi a verifiche periodiche.

Il divieto francese ha inviato un segnale chiaro, ma ora è evidente che ogni Paese sta scegliendo il proprio percorso in base alle priorità locali, alle sfide nella riscossione delle imposte e alla cultura imprenditoriale. La sentenza della CGUE sul caso tedesco dei QR code potrebbe cambiare tutto; se la Corte stabilirà che gli scontrini digitali soddisfano gli standard UE, possiamo aspettarci una reazione a catena.

La domanda per la tua azienda non è se passare al digitale, ma quando. Investire in sistemi PoS, infrastrutture di raccolta dati e canali di comunicazione con i clienti conformi al GDPR non è più solo un’opzione.

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